CINA

Nella Terra del Dragone

La Cina è da sempre un paese che suscita emozioni e sentimenti contrastanti. Ammirazione, per il suo veloce sviluppo,  interesse per la sua cultura millenaria, per la filosofia di vita che la caratterizza, per l’arte e la storia che l’accompagnano. Parlare di Cina non è facile, ma è sicuramente entusiasmante. Occorre comprenderla avvicinandosi senza pregiudizi; leggere tra le righe di un avvincente racconto di un paese molto lontano dagli schemi occidentali. La Cina è un paese a sé che va accettato con realismo e capito a fondo. Un viaggio tra metropoli proiettate nel futuro, natura lussureggiante e giardini incantati, catene montuose e rovine imperiali, dalla Grande Muraglia cinese alle cime innevate dell’Himalaya, dalle città affollate alle campagne  che ancora oggi incarnano la semplicità e la  dignità dei discendenti dell’Imperatore Giallo. Un paese dagli immensi spazi e dalle battaglie vinte contro le avversità, con immagini vivide e raffinate.

La Cina, devo ammettere, che è il paese più difficile da raccontare. Così grande, così lontana, così diversa. Il nostro viaggio è stato difficile da organizzare. Volevamo vedere tantissimi posti ma avevamo solo una settimana di tempo. In Cina ci sono degli ottimi collegamenti interni aerei ma ci sono molti posti che si possono raggiungere solo via  terra e sfortunatamente bus e treni non sono molti, non sono facili da prenotare e richiedono molto tempo perché sono piuttosto lenti. Inoltre molto spesso bisogna prendere diversi mezzi con cambi perché non ci sono collegamenti diretti. Quindi è stata una fatica scegliere cosa eliminare dal nostro itinerario. Alla fine abbiamo optato per un itinerario classico: Shanghai e Pechino

 

1° giorno – PECHINO

Città immensa ed enigmatica, depositaria dello spirito nazionale verso  cui tutto il resto del paese è sempre rivolto. Pechino non può che costituire la porta d’ingresso di qualsiasi viaggio in Cina. La grande capitale del nord, che emana da sempre un fascino carico di mistero. Impegnata nella sua folle corsa per raggiungere l’Occidente, non è però priva di storia e conserva gelosamente le sue gloriose testimonianze.

pechino1

Pechino by night

Atterriamo a Pechino  verso le 06:00 del mattino con il sorriso stampato, non stavamo nella pelle, eravamo euforici. Ci dirigiamo fuori dall’aeroporto. Una marea di cinesi ci vengono incontro per offrirci delle corse in taxi, ma noi abbiamo il nostro transfer che ci aspetta con il biglietto in vista a mio nome: DAMBROSIO CLAUDIO. Si parte in direzione hotel. Ci sistemiamo, ci rigeneriamo e usciamo anche se il Jet Lag ( fuso orario )  si fa sentire parecchio . La prima cosa che notiamo è la gente. Tanta. Ovunque.  Sono 10.000.000 di abitanti e 8.000.000 di biciclette. Notiamo, in particolare che sono tantissimi i turisti cinesi che provengono da altre zone. C’è molto turismo interno. La cosa che più ci colpisce è che loro probabilmente essendo così  tanti hanno una diversa concezione dello spazio. Nel senso che non lo intendono come spazio privato. Quindi nelle cose, nelle visite, per strada sono uno addosso all’ altro, ed essendo noi tra loro, tutti loro sono addosso a noi. Una volta abituati alla massa, tutto ti sembra più semplice! il clima è pessimo, con il 95% di umidità e una cappa inspiegabile di smog. Il colore di Pechino è il grigio, impossibile sfuggire, se non nei rari giorni di sole. Un misto di smog e afa che non lascia respirare, e questo crea un atmosfera veramente suggestiva.

La mattinata la trascorriamo cercando di orientarci in questa città che sembra non finire mai e dopo una breve sosta per un pranzo leggero, cominciamo con la  visita nel primo pomeriggio  al Tempio del Cielo, unico al mondo per struttura e significato, è un parco dove giovani ed anziani convergono di primo mattino per praticare la ginnastica tradizionale, il “Taijiquan”. Gli anziani ci tengono molto alla forma fisica e il risultato è evidente. Ecco perché gli asiatici sono così longevi. Descritto come un capolavoro di architettura e progettazione, il Tempio del Cielo è considerato come il più sacro dei Templi imperiali di Pechino e si trova  dove l’imperatore si recava ogni solstizio d’inverno per adorare il Cielo e  pregare solennemente per ottenere un buon raccolto.

pechino-tempio-del-cielo

Tempio del Cielo

Non ci accorgiamo neanche che si è fatta sera, e stanchi, ma con l’euforia di continuare a scoprire questa terra ,andiamo a letto non prima di aver mangiato qualcosa, per essere freschi e pimpanti il mattino seguente.

 

2° giorno – PECHINO

Dopo un’abbondante colazione, la giorata comincia con la visita della Piazza Tien an Men o piazza della Porta della Pace Celeste.  E’ lo specchio della grandezza di Pechino, la piazza più grande del mondo, di cui quasi non si riesce a scorgere la fine. E’ enorme, per andare da una parte all’altra della piazza ci vogliono chilometri a piedi, pazienza e polmoni.

beijingtiananmensquare

Piazza Tien an Men

Qui sorge il Mausoleo di Mao, un mastodonte in architettura celebrativa e propagandistica nel mezzo della piazza che ha come unico effetto quello di impedire una visione globale della piazza stessa. L’ingresso al Mausoleo è gratuito, cosa insolita in un paese in cui il prezzo di ingresso alle attrazioni culturali, storiche e naturali è molto elevato. La fila per entrarci e infinita.

mausoleo

Mausoleo di Mao

Di fronte vi è l’accesso alla Città Proibita, così chiamata perché ne fu vietato l’accesso al mondo esterno per 500 anni; è il complesso di edifici antichi meglio conservati dalla Cin; è il palazzo imperiale più grande al mondo. E’ una vera città dentro la città. Tutto il complesso si estende su una superficie di 5 kmq e risale al XIV secolo. Il palazzo è circondato da un fossato largo 50 metri, ancora pieno d’acqua, dove oggi si va in barca, e da una cinta muraria alta 13 metri. Mi fa una strana impressione trovarmi all’interno della Città Proibita. In un certo senso mi sembra di essere all’ interno di un set cinematografico anche se so benissimo che si tratta di uno dei più importanti siti storici della Cina.Visitiamo la città per circa tre ore, il sole picchia e il caldo è atroce ma ciò non ci impedisce di proseguire. Decidiamo di visitare il Parco Jingshang specialmente perchè, ci è stato possibile osservare, in tutta la sua superba bellezza, la veduta dall’alto della Città Proibita. Se il tempo lo permette si potranno ammirare i tetti dorati dell’ ex Residenza Imperiale, luccicanti come non mai grazie al riflesso del sole. Secondo le fonti storiche, fu proprio  in questo parco che l’ultimo imperatore della Dinastia Ming, si suicidò impiccandosi su un albero nel 1644.

55057_pechino_citta_proibita_a_pechino

Città Proibita

E’ arrivata l’ora di fare una breve sosta per il pranzo.

Nel pomeriggio  la nostra giornata continua con la visita al Palazzo d’estate, situato nella zona centrale di Pechino;  si dice sia il giardino imperiale meglio conservato al mondo e il più grande nel suo genere ancora esistente nella Cina moderna. Il paesaggio naturale delle colline e delle acque a cielo aperto si combinano con caratteristiche artificiali come padiglioni, sale, palazzi, templi e ponti andando a formare un armonioso insieme di eccezionale valore estetico.

palazzo-destate

Palazzo d’Estate

Pronti per cena, non potevamo non  provare la  famosa  “ Anatra Laccata”  in un tradizionale ristorante ubicato in una suggestiva via totalmente illuminata da centinaia di lanterne rosse. L’anatra è cotta in forni alimentati con legna, il cameriere arriva con la tua anatra e te l’affetta davanti. Beh, veramente divina! Qui imparo ad usare i bastoncini. Perché quando sei affamato e i piatti sono condivisi, impari rapidamente. Il pasto per i Cinesi, un rito vero e proprio basato sul concetto di condivisione. Non esistono piatti a persona, il cibo viene portato in tavola direttamente in un piatto grande e i commensali prendono il cibo rigorosamente con le bacchette dal centro della tavola. L’unica cosa personale è un piattino dove si mette la salsa di soia e la salsina piccante.

Essendo  partito molto preparato e con l’animo zen, non mi sono mai scandalizzato quando i cinesi sputavano a pochi centimetri da me o quando in coda o in ascensore mi spintonavano per passare davanti. Quello che più mi ha infastidito invece, è il fatto che nessuno rimproverasse o correggesse gli atteggiamenti e i modi di fare ortodossi dei singoli cittadini: se il mio vicino di tavola nell’area NO SMOKING e con il divieto su ogni tavolo  si accende una sigaretta, mi aspetto che un cameriere o qualcuno dell’hotel glielo dica. Invece no, tutto tace.

 

3° giorno – PECHINO

Dopo  tre ore di viaggio da Pechino, raggiungiamo la Grande Muraglia.  Fu sì un’opera di difesa dai Mongoli, ma anche una strada fortificata, che permetteva rapidi spostamenti di merci, per il commercio, e di forze di difesa. Per descrivere questa opera non bastano parole né commenti, tutto fa parlare di sé osservandola.  E’ un sentimento difficile da esprimere quello che si prova camminando su una piccola porzione della muraglia, migliaia e migliaia di chilometri che dividevano due mondi profondamente diversi, un confine che ora non esiste più ma ancora carico di miti, leggende e significati, come quelli che raccontano i cinesi, legati alla costruzione della muraglia e ai cadaveri dei morti sul lavoro gettati nella costruzione. Intorno  il paesaggio è brullo, cosparso solo di cespugli, senza case o tracce di vita umana, se non quella degli instancabili venditori mongoli che ti seguono passo passo. Considerata una delle sette meraviglie del mondo, ed è inserita oggi nella lista del Patrimonio Mondiale. La Grande Muraglia corre lungo la cresta delle montagne/colline che attraversa, e così offre sempre bellissime vedute. Ma per la stessa ragione, non è affatto facile percorrerla, in molti tratti ha salite e discese rapidissime. Mentre ci  camminavo sopra pensavo e riflettevo sull’enorme lavoro che deve aver richiesto.  Il bello è che non è servita a granchè, perché quando Gengis Khan prima e i Manchu dopo, hanno invaso il paese, l’hanno passata senza difficoltà. E’ ironico pensare che sia molto più utile ora alla Cina come attrattiva turistica che non in tempi antichi come opera difensiva.

cla1

Muraglia Cinese

cina-debito-muraglia

Panorama Muraglia Cinese

Proseguiamo con la visita della Via Sacra ornata di imponenti statue e di una tomba imperiale risalente alla dinastia Ming.

Nel pomeriggio noleggiamo un paio di risciò e andiamo a visitare prima il Tempio dei Lama, il più noto tempio buddista di Pechino, nonché uno dei complessi sacri più grandi della Cina e successivamente ci rechiamo nella parte antica della città e ci perdiamo volutamente per gli hutong ( strade strette o vicoli).  Abbiamo potuto sperimentare quanto sia bello poter viaggiare nelle ampie corsie dedicate ai ciclisti, ma al tempo stesso anche quanto le automobili  e i mezzi pubblici stiano pian piano invadendo questo spazio. Ho visto manovre che non pensavo la mente umana potesse concepire.

55056_pechino_tempio_dei_lama_pechino

Tempio dei Lama

riscio

Giro in Risciò

4° giorno – PECHINO

Pechino ha un indirizzo per il paradiso del consumatore come me:  viale Jianguomenwai  Dajie.  Qui si trova il famoso New Silk Market ( uno dei cosiddetti  fake market). Nel cuore della capitale cinese, con uno stipendio medio italiano ci si può vestire dalla testa ai piedi di prodotti delle migliori griffe, per 4 stagioni. L’Eden del consumatore ha un rovescio della medaglia, naturalmente è tutto falso. Ma un falso in grande stile, un’apoteosi dell’arte del copiare. L’esistenza di questa Bengodi è un’attrazione irresistibile. Motivo per cui noi abbiamo trascorso qui un intera giornata, tornando a casa carichi di buste, tanto da avere problemi per il volo di ritorno.

Ultima tappa del nostro viaggio a Pechino, è il giro panoramico del quartiere olimpico e con la visita del distretto “798”, dedicato all’arte contemporanea cinese ospitata in gallerie ricavate dal recupero di edifici industriali.

 

5° giorno – PECHINO /SHANGHAI

Denominata la perla dell’Oriente, Shanghai è il fulcro economico e finanziario della nuova Cina, elegante connubio tra Oriente e Occidente. Emblematica una passeggiata sul Bund, lungo fiume impreziosito da innumerevoli edifici d’impronta coloniale, davanti a cui si staglia Pudong, futuristico centro finanziario, irto di grattacieli proiettati verso il cielo, simbolo della Cina del Terzo Millenio. Ci aspetta una città di quasi 20 milioni di abitanti, estremamente moderna e occidentale, con i grattaceli più grandi della Cina. Frenetica, sempre in movimento, con macchine ovunque e luci al neon di qualsiasi tipo. Superato lo shock iniziale e la sensazione di schiacciamento data dai palazzi altissimi, cominciamo a metterci in modalità metropolitana.

Arrivati in aeroporto con un volo interno, ci trasferiamo in città con il treno magnetico Maglev, futuristico mezzo di collegamento che raggiunge i 400 km all’ora.

shanghai

Shanghai

Nel pomeriggio visita alla Mostra dello Sviluppo Urbanistico di Shanghai inclusiva di uno stupendo ed immenso plastico indicante lo sviluppo  di una città capace di pianificarsi oltre il 2050 e di uno spettacolare filmato di un “volo panoramico tridimensionale”  per “sorvolare”  virtualmente le bellezze delle città. La tappa successiva è dedicata alla visita del quartiere Tian Zi Frang, detto anche “Bohèmien”, vivace zona antica, totalmente riqualificata e piena di vita locale e nuovo approdo per i giovani artisti emergenti: esposizioni di vario genere, pittura, scultura, fotografia, alta moda cinese. Alla fine della giornata rientriamo in hotel e ceniamo in un ristorante in pieno centro.

6° giorno – SHANGHAI

Prima colazione in hotel. Visita mattutina al Parco Fuxing, storico luogo di ritrovo della popolazione locale che offre curiosi spaccati di vita quotidiana e tempo libero: anziani impegnati in esercizi di Thai Chi, esercizi di scrittura di ideogrammi particolarmente significativi o complessi, balli di gruppo tradizionali cinesi, tipici giochi a carte, ecc..

Proseguiamo con la visita della città vecchia e al Giardino del Mandarino Yu che ricrea magnifici paesaggi fiabeschi  fatti di rocce, anfratti, fontane, antichi alberi e preziosi fiori.

Al pomeriggio visita del tempio di Buddha di Giada, riconoscibile dalle mura color zafferano, è un piccolo gioiello architettonico dalla calma atmosfera  che infonde gioia e raccoglimento, paradossalmente incastonato tra i grattacieli di una città veloce e futuristica.

Si prosegue fino al Bund, per una piacevole passeggiata che si spinge sino alla famosa via Nanjing (via dello shopping), da cui ammirare il futuristico skyline del quartiere di Pudong.

bund

Bund

 

Inutile dire quanto sono rimasto affascinato dalle mille caratteristiche di questo paese incantevole che trasuda storia e cultura da ogni angolo. La Cina è un luogo di forti contrasti e di grandi bellezze nel quale, una volta imparato a farvi largo tra la folla e a conoscere la gente del posto, troverete molte cose da fare e vedere che vi stregheranno. E’ un luogo dove lasciare il cuore. Passato, presente e futuro, fra antiche civiltà e paesaggi mozzafiato in un paese che regala inaspettate emozioni.

Con il sorriso e una lacrimuccia è ora di salutare questo paese.

 

“Ignorate chi lo nega. Per la Cina è il tempo di splendere”

Per qualunque dubbio o per maggiori informazioni scrivetemi sulla mia pagina fb “Claudio Dambrosio”.