LAOS

Il Laos è un paese che sembra non essere stato nemmeno sfiorato dalla globalizzazione e dalla modernizzazione, dove la popolazione è davvero gentile e accogliente, in cui la natura, a pace e la spiritualità la fanno da padrona: il luogo in cui E’ FACILE RITROVARE SE STESSI!!!

E’ un paradiso di giungle, montagne e villaggi poveri ma ricchi di vita e sorrisi.

Vita quotidiana

1° GIORNO – 5 OTTOBRE 2018

Arriviamo nel tardo pomeriggio al piccolissimo aeroporto di Luan Prabang, e dopo le solite formalità doganali durate solo pochi minuti, siamo già fuori dall’aeroporto per prendere il taxi che ci accompagnerà nel nostro hotel .

Il nostro aereo

Durante il tragitto veniamo subito colpiti da questa oasi di pace e tranquillità che si respira in questo paese. Posizionata sulle sponde del Mekong, Luan Prabang è la città più affascinante del paese che si sta pian piano destando dal periodo di decadenza dovuto a decenni di guerra e rivoluzione. Piccola e graziosa città che conta circa 50000 persone e che offre decine di deliziosi ristoranti per tutti i palati.

Dopo una ventina di minuti di tragitto arriviamo stanchi in hotel facciamo il check-in ci rilassiamo con una bella doccia e ci incantiamo a guardare dalla nostra veranda il meraviglioso panorama della città, visto che il nostro hotel lo permetteva essendo ubicato in montagna, prima di crollare in un sonno profondo in attesa dell’incontro con la guida previsto l’indomani mattina per iniziare il nostro tour privato.

 

2° GIORNO – 6 OTTOBRE – Luan Prapang

L’incontro con la nostra guida e driver è previsto alle ore 11:00, carichiamo i bagagli nell’auto e ci dirigiamo nel centro di Luan Prapang presso quello che sarà il nostro hotel durante il tour. Facciamo il check-in e ci diamo appuntamento con la guida dopo pranzo verso le ore 14:00.

Il programma comincia con la visita della città patrimonio dell’Unesco dal 1995; Luan Prabang, collocata sulla riva sinistra del Mekong e un tempo capitale religiosa del paese, è oggi il luogo dove si possono trovare ancora più di un centinaio di templi.

Luan Prabang

Il primo che visitiamo è il Wat Visoun, il più antico tempio della città; inspirato da quello Khmer, rimane tuttavia unico nel suo stilo con le caratteristiche finestre in legno. Grazie alle conoscenze della nostra guida, riusciamo ad entrare in contatto con alcuni monaci e a visitare le stanze in cui essi mangiamo tutti assieme.

Wat Visoun

A seguire visitiamo il Wat Aham situato proprio accanto al Wat Visoun rinomato per i suoi imponenti alberi di Banyan.

Wat Aham

Anche qui (di nascosto) riusciamo ad intravedere una delle stanze di dimensioni ridottissime in cui i monaci novizi dormono. Trattasi di una stanza di non più di 12/15 mq  all’interno della quale dormono 4/5 monaci su materassi poggiati sul pavimento o direttamente per terra. La stanza è davvero piena di roba e oggetti personali sparsi in modo confusionario.

 

Terminata la visita ai due templi ci dirigiamo su un altopiano compreso tra i due fiumi che bagnano la città, il Nam Khan ed il Mekong, che confluiscono alla punta della città rialzata e perdiamo un’oretta ad ammirare il paesaggio e ad immortalarlo. Camminiamo poi sul lungo fiume, ricco di locali e  ristoranti panorami e salutiamo il grande Mekong.

Incrocio dei due fiumi il Nam Khan ed il Mekong

Il tempo è volato in un baleno, sono già le 19:00 circa salutiamo per oggi la nostra guida e il driver e dopo una doccia in hotel ci rechiamo in un ristorantino per cena in attesa di scoprire e perderci nel coloratissimo mercato locale notturno di etnia H’mong.  E’ stato davvero piacevole perdere del tempo passeggiando lungo la via principale dove gli abitanti dei villaggi di campagna scendono in città e  ogni sera dalle 17:00  fino alle 22:00  vendono mercanzia di vario genere realizzata a mano. Un’esplosione di colori vivaci subito colpiscono la nostra attenzione e ci spingono ad acquistare diverse cose.

Mercato notturno

Durante la passeggiata, veniamo colpiti da strani odori provenienti da una stradina perpendicolare al mercato e con nostro grande stupore, ci imbattiamo in uno degli street food mai più folkloristici che abbia mai visto, dagli odori così forti che a volte era necessario tapparsi il naso. Questo mix di odori, colori e sapori, ha allietato la nostra serata e i nostri occhi. Non ci resta che andare a nanna.

Street food

3° GIORNO – 7 OTTOBRE – Luan Prapang

La sveglia suona alle 4:20 del mattino. Oggi ci aspetta la giornata forse più emozionante e spirituale di tutto il viaggio; ad attenderci fuori dall’hotel c’è sempre la nostra guida con un tuk tuk che ci accompagna sulla via principale della città dove sono presenti 7 templi e, dopo averci fatto indossare la tipica stola laotiana,  averci consegnato un cesto in vimini pieno di riso già cotto, ci fa accomodare su degli sgabelli posizionati lungo il marciapiede davanti ad un tempio, e come da tradizione il tutto viene messo sopra un tappeto.

Pronti per l’offerta ai monaci

Da lontano, al sorgere dell’alba cominciamo ad intravedere inebriati i monaci nel loro caratteristico abito color zafferano che,  dai tanti templi della città, affluiscono lungo le vie di Luang Prabang in una processione silenziosa per ricevere le offerte dagli abitanti. Apriamo il cesto e anche noi come gli abitanti del posto cominciamo a fare la nostra offerta calandoci nei panni di cittadini laotiani; un consiglio che mi sento di dare è quello di osservarli, rispettarli e cercare di non disturbarli visto che il momento è davvero toccante.

Offerta ai monaci

Dopo aver raccolto tutte le offerte i monaci tornano in convento, e dopo la preghiera consumano il riso ricevuto. La loro religione (il buddismo), impone ai monaci solo due pasti al giorno, colazione e pranzo vietando rigorosamente la cena.

Pranzo con il riso offerto dagli abitanti

Entusiasti ed emozionati, prima di rientrare in hotel approfittiamo per fare una passeggiata al “Morning Market ”, chiamato dai locali Ta Lad Sao, nel villaggio di Ban Pa Kham che si svolge dalle 5:30 fino a mezzogiorno ed anche qui ciò che vediamo ci lascia basiti e sarà sicuramente difficile da dimenticare. Vi assicura che si vede di tutto di più, e chi non ha lo stomaco forte rischia davvero di rimettere… rane, topi, anatre, lumache, lombrichi, tartarughe, anguille, granchi, serpenti, galline, animali sia  vivi che morti!!!

Morning Market

Disgustati da tanti odori così forti ed intensi ma allo stesso tempo soddisfatti, proviamo a fare una modesta colazione nel nostro hotel con noodle, uova e bacon che ci possa permettere di proseguire per le classiche visite della città.

Visitiamo l’Ex Palazzo Reale, oggi Museo Nazionale una volta era la residenza dei reali del Laos ed ospita molti interessanti oggetti storici, ognuno dei quali racconta una storia. Il palazzo reale può essere suddiviso in tre parti: l’ala anteriore, dove si trova la sala delle udienze; nel centro la sala del trono; ed infine l’ala posteriore che in precedenza era l’area residenziale.

Palazzo Reale

A breve distanza troviamo il Wat Xieng Thong, (Templi della città Reale), un vasto insieme di edifici sacri, uno dei gioielli dell’arte laotiana e sicuramente il tempio più bello di Luang Prabang;

Wat Xieng Thong

E’ la volta adesso del Wat May, costruito alla fine del XVIII secolo, residenza del supremo patriarca Sangkharat, con le sue decorazioni sulla facciata principale e le monumentali porte scolpite in legno;

Wat May Souvannapoumaram

L’ultimo tempio della giornata è il Wat Sènsoukharam: il primo monastero con il tetto ricoperto di tegole gialle e rosse.

Wat Sènsoukharam

Finalmente è arrivata l’ora di pranzo e ci fermiamo in un ristorante tipico con cucina asiatica : immaginate voi che delizia per il nostro palato 😉.

 

Nel pomeriggio raggiunto il molo ci imbarchiamo lungo il fiume Mekong: la crociera sarà l’occasione non solo per visitare le grotte sacre di Pak Ou, al cui interno sono custodite centinaia di statuine di Buddha, ma anche per godere (al rientro) dello spettacolare tramonto sul fiume. Durante il rientro in barca, approfittiamo per fare una sosta in un villaggio Ban Xang Hai sulle rive del fiume famoso per la produzione di grappa e lavorazione di tessuti fatti a mano. Sfiniti ma con un bagaglio di conoscenze decisamente arricchito, torniamo in hotel e a malapena abbiamo la forza di andare a cena.

Grotte sacre di Pak Ou

 

4° GIORNO – 8 OTTOBRE – Ban Hong Heo – Khuang Sy – villaggio di etnia Moohn

Dopo la prima colazione si parte alla scoperta di Ban Hong Heo a circa 50’ di auto da Luang Prabang, un tipico villaggio Khmu dove i mastri fabbri si occupano delle loro attività quotidiane. Dopo una breve sosta, ci incontriamo con la guida del villaggio che dopo averci fatto visitare la sua abitazione, ci accompagnerà in una passeggiata verso le zone più rurali di quest’area, tra boschi collinari e piantagioni con soste per ammirare e fotografare lo splendido panorama che si presenta ai nostri occhi. Abbiamo la fortuna di osservare alcune donne del villaggio intente a lavorare nei campi e, dopo aver interagito con loro, attraverso la traduzione della nostra guida, raccogliamo un po’ di canna da zucchero fresca direttamente dal campo e ne assaggiamo il succo.

Raccogliendo canna da zucchero

Sistemando la staccionata 

Il faticoso trekking termina a Ban Thapene, un villaggio situato proprio ai piedi delle cascate Khuang Sy: qui, circondati da una scenografia da paradiso naturale, immortaliamo il paesaggio con decine di foto e alla fine ci concediamo un bel bagno rinfrescante e rigenerante.

Khuang Sy

Prima di fermarci per il nostro pranzo al ristorante, immerso in una location fantastica, è d’obbligo una sosta presso il centro di recupero per orsi tibetani dove c’e una ONG locale che si occupa della salvaguardia di questi predatori a rischio di estinzione.

Durante il tragitto di rientro, a nostra insaputa e con nostro stupore, la guida fa uno stop inatteso: ci porta in un villaggio di campagna di etnia Moohn dove restiamo colpiti dalla povertà e dalle pessime condizioni in cui vivono. E’ stata un’esperienza davvero toccante che ci ha fatto capire il vero senso della vita e che per loro basta davvero poco per sorridere.

Villaggio di etnia Moohn

Arrivo a Luang Prabang dove ci concediamo la prima cena italiana del nostro viaggio.

5° GIORNO – 9 OTTOBRE – ELEPHANT CAMP

L’antico nome del Laos era “Lane Xang”, letteralmente “ terra di un milione di elefanti “ ; ed è per questo che non poteva mancare nel nostro programma la possibilità di entrare in contatto direttamente con questi giganteschi pachidermi. Dopo circa mezz’ora di auto arriviamo al campo degli elefanti, un’oasi protetta dove la natura, l’uomo e questi antichi mammiferi convivono in armonia. Veniamo accolti dal responsabile della struttura che ci spiega brevemente la natura e le abitudini di questi animali selvatici.

A dorso dell’elefante

Poco dopo ci troviamo soli a godere il panorama dall’alto del dorso di un elefante percorrendo circa un km e attraversiamo il fiume   dove gli elefanti vengono quasi sommersi dall’acqua e spuntiamo fuori solo noi. L’assenza della sella ha sicuramente reso l’esperienza più avventurosa per noi e più piacevole per lui e ci ha fatto sentire, anche solo per qualche ora, come dei veri Mahout (istruttore di elefanti).

Passeggiando nel fiume

Dopo il pranzo all’interno del camp, ci accompagnano direttamente in aeroporto dove prenderemo il volo per Bangkok  per proseguire la nostra vacanza.

Lasciamo il Laos portandoci dietro un bagaglio di esperienze indimenticabili che solo questo paese è in grado di dare.

 

LAOS 🇱🇦
il paese che non ti aspetti, così tranquillo che conquista i visitatori con la sua semplicità !!
il Laos offre l’immagine forse più genuina dell’Oriente. 🏯
Ed è per questa sua autenticità, oltre che per la sua natura spettacolare, che merita di essere visitato e ammirato; un mix di energia e quiete che apportano benefici al corpo e alla mente. Tutto da scoprire …..

La libertà di vivere viaggiando….

 

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