NEPAL

Incastonato fra le imponenti pareti dell’ Himalaya e le umide giungle delle pianure indiane, il Nepal è una terra di cime innevate di sherpa, di yak di yeti, di monasteri e di mantra. In nessun altro luogo al mondo è possibile camminare per giorni, talvolta per settimane, sullo sfondo di uno scenario di montagne così esaltante. Molti viaggiatori ( noi tra questi), preferiscono vivere il Nepal ad un ritmo più lento, ammirandone le vette, passeggiando tra i templi affacciati sulle piazze medievali di Kathmandu, Patan e Bhaktapur, o unendosi a un pellegrinaggio buddhista tra gli antichi stupa e i templi secolari.

Paesaggio nepalese

1 GIORNO – 7 Aprile – KATHMANDU

Dopo il volo intercontinentale finalmente arriviamo nella capitale del Nepal. Ad attenderci fuori dall’aeroporto c’è il nostro driver che ci accoglie e accompagna nel nostro resort per il check-in. Dopo una doccia rinfrescante e un piccolo riposino, scendiamo nella hall, conosciamo la nostra guida che ci accompagna in un ristorante tipico da lui scelto per la  cena. Assaporiamo i piatti nepalesi e i rendiamo conto che non sarà facile adattarsi ad una cucina prettamente speziata. Dopo cena, anche se stremati e con il jet leg, decidiamo di fare un giretto e perderci per i dedali di strade  del centro città cominciando a prendere contatto con i locali. Devo dire che nonostante sia stato un sacco di volte in Asia, l’impatto con questa città è alquanto forte.

Kathmandu di notte

2° GIORNO – 8 Aprile PATAN/BHAKTAPUR

Oggi cominciamo a tutti gli effetti il tour del Paese; dopo aver fatto colazione, ci ritroviamo tutti nella hall assieme alla fantastica guida Dilip e al driver che ci accompagneranno in questo nostro intenso, meraviglioso e mistico viaggio. Iniziamo con la visita di Patan, situata a pochi chilometri da Kathmandu.  Un gioiello architettonico, patrimonio dell’UNESCO la più antica delle tre città reali medievali, insieme a Kathamandu e Bhaktapur. Il nostro punto di partenza è una delle tre piazze principali: DURBAN SQUARE, fulcro della città. La piazza si presenta piena di edifici di ogni genere e di ogni forma, quasi ti disorienta.

Durban Square

Dopo aver pagato il biglietto ci viene consegnata una mappa e la nostra visita comincia con il tempio di Jagannarayan considerato il tempio più antico della piazza; Questo tempio è dedicato a Narayan, l’incarnazione di Vishnu creatrice dell’universo.

Tempio di Jagannarayan

 

La tappa successiva ci porta al Golden Temple (Hiranya Varna Mahavihar); questo splendido tempio in gran parte ricoperto d’oro è molto frequentato da turisti ma anche da gente del posto molto credente che vengono a pregare e a fare offerte. E’ un luogo rimasto autentico che emana grande fascino e misticismo.

Golden Temple (Hiranya Varna Mahavihar)

A mezz’ora di auto circa, raggiungiamo la città di Bhaktapur, importante non solo a livello architettonico, ma anche artistico. Tutto il luogo è un piccolo museo a cielo aperto, con templi, piazze e palazzi che rimandano a secoli precedenti. Qui cominciamo a conoscere il popolo nepalese sempre molto disponibile e gentile con i turisti e scambiamo quattro chiacchiere con loro man mano che visitiamo il centro dove è ancora visibile la distruzione post- terremoto 2015. Iniziamo ad immergerci in questa cultura affascinante in cui tutti si prodigano per gli altri.

Spaccati di vita locale

Iniziamo  la visita di Durbar Square dove nei vicoli si notano ancora le donne che lavano i propri bimbi per strada o che calano secchi nei pozzi;

lavando i panni

qui si  trova il  famoso Palazzo delle 55 finestre  e i diversi templi in tipico stile newari con il tetto a pagoda.

Abbiamo poi visitato la Galleria d’Arte Nazionale e la Porta d’Oro dove sono raffigurate varie divinità hindu. Il paese è un gioiellino ed ogni angolo regala spaccati di vita locale uno dopo l’altro da immortalare per chi come me è amante di fotografia.

Golden Gate & Palazzo delle 55 finestre

Giungiamo in breve in un’altra piazza, Nahabil Square, lì dove sorge un ex monastero buddhista, il Lokakirti Mahavihar, nel quale sono custodite alcune parti del carro utilizzato nella spettacolare festa di Rato Machhendranath, celebrata ogni anno nel mese di Baisakh tra aprile e giugno.

 Lokakirti Mahaviha

Entriamo poi nel Tempio di Kumbeshwar, dagli ornamenti in legno intagliato nel santuario consacrato a Shiva. Numerosi pellegrini sono accorsi nel tempio e a turno accendono un fuoco sacro.

Tempio di Kumbeshwar

3° GIORNO – 9 Aprile – Kathmandu

Kathmandu, vie piccole e senza marciapiedi è davvero difficile girarla in tranquillità. La città di Kathmandu è un’inebriante turbinio caotico, fatto di gente e veicoli sempre in movimento, che si aggrovigliano per le strade senza un’apparente regola comune, una confusione che sembra regolata dal ritmato rintocco dei clacson, utilizzati come segnale dagli autisti per avvisarsi e aiutarsi a vicenda nei sorpassi, negli ingorghi o in qualsiasi altra occasione in cui un clacson possa essere utile. Un viaggio a Kathmandu significa catapultarsi nel tempo alla scoperta di una destinazione molto particolare e di un popolo unico.

Intorno a noi si incominciano a percepisce storie, scene e situazioni surreali. La prima tappa di questa giornata è Durban Square,  la piazza più importante della capitale nepalese. Qui infatti è presente il Palazzo Reale dove resterete ammaliati da cortili e templi unici nel loro genere. Oltre all’aspetto artistico e religioso delle strutture che si trovano in questa piazza, in questo luogo è molto interessante guardare come il popolo nepalese passa il tempo libero. La maggior parte delle case qui non ha neanche l’acqua potabile; moltissimi bambini sono orfani, perchè le madri muoiono di parto per le infezioni e chi sopravvive a 30 anni ne dimostra quasi il doppio. Il popolo è splendido con i suoi ” NAMASTE’ ” e non manifesta assolutamente astio nei confronti del ricco turista.

Durban Square

Palazzo Reale

In uno dei palazzi centrali di Kathmandu si trova la Residenza della Kumari, la Dea bambina, che secondo la tradizione nepalese è rinchiusa in questa abitazione.

Vogliamo vederla ad ogni costo. La guida ci spiega che è possibile solo una volta al giorno per i turisti e non possono assolutamente fotografarla. Una bambina vestita e truccata che appare alla finestra per brevi istanti spesso con fare scocciato. Ci riteniamo le persone più fortunate del mondo perchè siamo riusciti a vederla. La kumari è considerata la dea vivente della religione induista.

Palazzo della Kumari

La tradizione vuole che la bambina viva fino alla pubertà rinchiusa nel palazzo e possa tornare ad essere considerata un comune essere umano solo al momento del primo ciclo mestruale. La scelta avviene tra l’altra casta buddhista, non deve aver subito perdite di sangue, neanche da un semplice graffio e il suo oroscopo non deve contrastare quello del re; La bambina deve avere 32 perfezioni fisiche ad es.: nessuna cicatrice, pelle chiara e profumata, occhi e capelli neri, braccia lunghe, seni e lingua piccola,  etc…Tra tutti questi requisiti ciò che è importante è che sia bella e non abbia ferite e cicatrici. E’ necessario inoltre che abbia delle determinate caratteristiche caratteriali quali: non essere capricciosa, non essere spaventata e non piangere. Per essere scelta è necessario affrontare una dura prova: le potenziali Kumari devono dormire in una stanza completamente buia tra teste di capre ed un centinaio di bufali morti; durante la notte, degli uomini mascherati da demoni entrano nella  stanza spaventandole; quella che non si spaventa, non piange e rimane impassibile è l’incarnazione della dea. Una volta individuata la nuova dea bambina, questa verrà purificata attraverso dei rituali, truccata, vestita di rosso e portata nella sua nuova casa. Alla prima perdita di sangue ( anche solo per un graffio), la vita della bambina cambierà improvvisamente; l’ ex Kumari tornerà dalla sua famiglia e non sarà piu’ nè adorata e nè venerata. Per lei sarà difficile anche trovare un marito in quanto vige la credenza che esse portino il coniuge a morte certa entro 6 mesi dal loro matrimonio ed è per questo motivo che la maggior parte delle ex Kumari non si sono mai sposate.

Kumari

E’ stata un’esperienza indimenticabile e saremo sempre grati alla nostra guida. Continuando a scoprire la città ci rendiamo conto di trovarci di fronte a sensazioni ed immagini forti. Nell’aria odore di incenso che brucia. La prima cosa che mi ha colpito di questa città è il disordinato caos che regna sovrano: ammassi di cavi elettrici, auto-biciclette-moto-carrettini che sfrecciano dimenticando il codice della strada, grandi finestroni – talvolta asimmetrici –  sulle facciate dei palazzi, gente affaccendata ad ogni angolo delle strade, bambini che giocano con pochi e semplici oggetti e tanta fantasia.

A spasso per Kathmandu

Sensazioni ancora piu’ intense e toccanti le abbiamo sicuramente provate durante la nostra tappa successiva, lungo le sponde del fiume sacro, il Bagmati, dove si trova il Pashupatinath, tempio dove il ciclo vitale giunge al termine e dove sono presenti alcune aree destinate a delle pire necessarie per la cremazione dei defunti. Si tratta del tempio induista più antico ed importante dell’ intero Nepal, e forse il più visitato dai turisti che fanno tappa a Kathmandu. Qui è facile assistere a numerose cerimonie, soprattutto funebri, durante le quali i cadaveri vengono adagiati sui gath che si affacciano sul fiume e cremati prima di disperdere le ceneri lungo il Bagmati. Prima della cremazione i corpi vengono avvolti in sudari arancioni, distesi lungo la riva del fiume, bagnati più volte con l’acqua del fiume stesso , cosparsi con petali di fiori e subito dopo la salma viene adagiata sulla pira.  Il rito della cremazione prevede 3 giri in senso orario attorno al defunto ( il primogenito maschio per il padre, il minore per la madre ), con preghiere e fiumi di incenso; successivamente vengono accese le fascine ed il fuoco si propaga lentamente in attesa che lo spirito trovi la prossima incarnazione. La credenza dice che morire in riva al fiume Bagmati cancelli tutti i peccati, ed è proprio per questo che esistono a Pashupatinath case e dormitori dove sostano i fedeli anziani malati terminali in attesa della loro morte.  Questo è senza dubbio un luogo in cui i visitatori hanno la possibilità di toccare con mano le tradizioni indù della vita, della morte e della reincarnazione. Abbiamo avuto la fortuna di poter assistere ad una cerimonia di cremazione e vi assicuro che non ci sono davvero parole per descrivere le sensazioni che si provano in quei momenti, bisognerebbe solo viverli…. IMPOSSIBILE DA NON VISITARE !!!

 

Pashupatinath

Lasciamo questo posto magico e molto mistico e proseguiamo il nostro tour visitando lo Swayambhunath, un antico complesso religioso situato in cima ad una collina, detto anche ” Tempio delle Scimmie ” per via delle numerose scimmie sacre che lo popolano e che ci accompagnano, fin quasi a disturbarci, lungo la scalinata che conduce allo stupa gigante di colore bianco. Risulta essere uno dei più antichi stupa buddista,  con dipinti gli occhi e le sopracciglia del Buddha. Come da tradizione, anche noi ci siamo uniti ad alcuni pellegrini facendo girare le ruote di preghiera poste alla base dello stupa. Lo ammiriamo affascinati dominare Kathmandu dall’alto della collina e, visto il tempo decisamente buono, beneficiamo di una splendida vista sulla capitale.

Tempio delle scimmie

Nel pomeriggio il nostro interminabile giro prosegue con la visita del tempio di Boudhanath ed il suo enorme stupa costruito nel V secolo, con 4 paia di occhi di Buddha che guardano verso le 4 direzioni. Situato vicino al centro di Kathmandu, la grandezza del suo mandala, ne fa uno degli stupa più grandi al mondo. Grazie alla sua altezza di 36 metri, esso domina lo skyline della città. Dal 1979 è stato anch’esso riconosciuto patrimonio dell’ umanità. E’ circondato da tantissimi negozietti e sui tetti degli edifici circostanti, ci sono un sacco di ristoranti che offrono una splendida vista sulla piazza. In uno di questi abbiamo effettuato una piccola sosta per pranzare al volo. Essendo stato rifugio di migliaia di tibetani, attorno ad esso sono stati costruiti decine di monasteri. Ad oggi resta uno dei centri più importanti del buddismo tibetano oltre ad essere un luogo di pellegrinaggio, meditazione ed un importantissimo sito turistico.

 

Boudhanath

4° GIORNO – 10 Aprile

Sveglia alle  4.30 del mattino per un lungo e interminabile trasferimento di circa 5 ore tra strade dissestate ( in Nepal il trasferimento via terra tra una città e l’altra è la cosa più complicata a causa delle strade decisamente malridotte e spesso per percorrere brevi distanze ci si impiegano parecchie ore ) per raggiungere la nostra prossima tappa all’interno del Chitwan National Park. Arrivati stremati a destinazione, ci assegnano da subito le camere in un Lodge caratteristico all’interno di una foresta, e, dopo aver lasciato i bagagli ed esserci lavati, usciamo subito per una passeggiata alla scoperta di un villaggio locale su un caratteristico carro trainato da 2 simpaticissimi buoi assieme ad una guida locale.

A spasso con i buoi

In questo villaggio, a stretto contatto con elefanti, rinoceronti e tigri, vivono le popolazioni Tharu. Si tratta di piccoli villaggi che vivono di agricoltura e pesca nel fiume. Gli abitanti costruiscono le loro case con bambù ed escrementi di elefante, senza finestre per non far entrare le zanzare. Sopraelevate dal suolo, in paglia e ricoperte di terra cruda con pagliaio e tettoia nel cortile. E’ davvero toccante ed emozionante vedere la vita degli abitanti a stretto contatto con la natura e gli  animali. Molte donne hanno un tatuaggio che simboleggia alcune tradizioni della loro cultura. Proseguendo la guida ci accompagna in un piccolo museo pieno di utensili locali e all’interno del quale viene raffigurata la vita degli abitanti del posto.

Villaggio Tharu

Alla fine di questa esperienza davvero insolita ed emozionante, ci dirigiamo sulle rive di uno dei tanti fiumi presenti nel Parco per consumare un aperitivo al tramonto in un suggestivo locale sulle sponde del fiume stesso. A pochi metri di distanza da noi veniamo colpiti dalla presenza improvvisa di un rinoceronte solitario intento a brucare l’erba e a dissetarsi. Incuranti del pericolo al quale andiamo incontro corriamo verso di lui per immortalarlo con una serie innumerevoli di selfie. Come prima giornata nel parco devo ammettere che è stata davvero niente male.

Rinoceronte

5° GIORNO – 11 APRILE

Il Chitwan National Park è l’habitat ideale per alcune specie uniche al mondo, come il rinoceronte unicorno e la tigre del Bengala. Animali che, per ragioni di territorialità, possono diventare pericolosi. Vista la vicinanza dei corsi d’acqua non è raro incontrare anche i coccodrilli, alcuni dei quali possono essere pericolosi, pitoni, cervi, scimmie, anfibi, rettili, leopardi e più di 500 specie di uccelli . Il consiglio è quindi sempre di avere la testa sulle spalle e affidarsi a degli esperti. Il Parco Nazionale  di Chitwan e’ il più antico del Nepal ed in lingua “hindi” significa “cuore della giungla”; si trova nella parte meridionale del Nepal ed è tra i parchi nazionali più conosciuti in tutta l’ Asia per l’osservazione della natura oltre ad essere Patrimonio dell’ Unesco. La visita al parco comincia con una traversata del fiume in una barca tipica a remi per ammirare il paesaggio e gli innumerevoli rettili e uccelli presenti nel parco oltre che  enormi coccodrilli che ogni tanto sbucavano dall’acqua in cerca di cibo.

Giro in barca

Al termine del giro la barchetta ci lascia sulla sponda opposta del fiume dove è prevista una visita presso un orfanotrofio di elefanti. Al termine della visita la nostra “rematrice” ci attenderà per riportarci indietro e fermarci per il pranzo.

Orfanotrofio elefanti

Il pomeriggio è dedicato interamente ad un safari sul dorso dell’elefante all’interno del parco, dove abbiamo avuto la possibilità di avvistare numerosi animali tra i quali i mastodontici ippopotami.

Giro sul dorso di elefante

Prima di cena il programma prevede, per dare un tono variopinto alla serata, una folkloristica danza tipica locale accompagnata da musica e balli presso un caratteristico locale del posto non frequentato da turisti.

6° GIORNO – POKHARA – 12 APRILE

Dopo circa 4 ore di trasferimento, arriviamo finalmente a Pokhara, famosa per i suoi sette laghi e per la vicinanza ai monti, in particolare al massiccio dell’ Annapurna. Nonostante si tratta della seconda città più grande del Nepal, si respira un’atmosfera rilassante tipica di un villaggio di montagna. E’ una città piacevole e viva, ricca di alternative per il soggiorno adatte a tutte le tasche. Il panorama sulla catena dell’ Annapurna è letteralmente fantastico. Una volta arrivati in hotel e aver lasciato i bagagli in camera, usciamo per farci un breve giro della città e notiamo che è sicuramente la più turistica vista fino ad ora, ma non per questo meno bella delle altre. Un’infinità di ristorantini, bancarelle, bar e negozietti colorano le vie principali della città ed è piacevolissimo perdere qualche ora entrando ed uscendo da un negozio all’altro. Al termine della visita con sosta fotografica ad uno dei laghi, rientriamo in hotel e ci prepariamo per una cena a tema in un caratteristico ristorantino locale.

Pokhara

7° GIORNO – ANNAPURNA – 13 APRILE

E’ arrivato finalmente uno dei momenti che più aspettavamo di questa vacanza: sveglia alle 05:00 del mattino, tè caldo in una mano, macchina fotografica nell’altra e siamo pronti per ammirare le principali vette himalayane del complesso dell’ Annapurna !!! Nella hall ci aspetta l’autista che ci accompagna a Sarankot, il miglior punto di osservazione che domina tutta la valle di Pokhara. Una volta arrivati li, siamo scesi dalla macchina e abbiamo fatto una ventina di minuti a piedi tra gradini, strade ripide e disconnesse per giungere in vetta ed ammirare lo spettacolo delle cime innevate che si infuicano ai primi raggi di sole e che sono capaci di svegliare all’improvviso anche gli spettatori più assonati. LETTERALMENTE ESTASIATI !!!

Annapurna

Purtroppo è ora di ritornare alla realtà; resteranno solo bellissimi ricordi impressi negli occhi e nella mente; nostro malgrado dobbiamo ritornare nel nostro bus che ci riporterà direttamente a Kathmandu ( dopo 8 ore circa di viaggio estenuante ), dove trascorreremo l’ultima notte prima del rientro in Italia.

8° GIORNO – KATHMANDU – 14 APRILE

Avendo prenotato il volo di rientro alle 19:40 di sera, ne approfittiamo per salutare l’ultima volta questo splendido paese chiamato Nepal, che ci ha lasciato davvero tanto, perdendoci nei dedali di stradine e acquistando numerosi souvenir che resteranno  per sempre i nostri ricordi in Italia.

Shopping a Kathmandu

UN VIAGGIO INDESCRIVIBILE, AI CONFINI DELLA REALTA’ CHE LO SI PUO’ CAPIRE SOLO VIVENDOLO.

Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina “.

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